Legge Capitali: più tempo per la riforma, nuove deleghe operative e focus sull’arbitrato societario
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 28/2025, il percorso di attuazione della riforma dei mercati dei capitali subisce una proroga e acquisisce nuovi strumenti. Tra le principali novità:
- il raddoppio dei tempi per i decreti attuativi
- la delega sull’arbitrato societario
- l’ampliamento delle misure a sostegno dell’accesso al mercato per imprese, investitori e consulenti.
Proroga a 24 mesi: più tempo per la riforma
La riforma prevista dalla Legge Capitali (n. 21/2024) ha l’obiettivo di rafforzare la competitività del sistema economico italiano rendendo più semplice e accessibile l’ingresso delle imprese – in particolare le PMI – nei mercati dei capitali.
Con la Legge 28/2025, il Governo ha ora 24 mesi di tempo (anziché 12) per emanare i decreti attuativi. Il nuovo termine scade a marzo 2026. Vengono prorogati anche i tempi per eventuali decreti correttivi o integrativi (da 18 a 24 mesi).
Arbitrato societario: nuova delega per semplificare la risoluzione dei conflitti
Tra le modifiche più interessanti c’è l’introduzione di una delega per intervenire sulle regole dell’arbitrato societario. Si prevede una revisione del codice di procedura civile per:
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ridurre tempi e costi dei contenziosi tra soci e società;
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rendere più attrattivo il contesto regolatorio per investitori e startup;
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favorire un sistema di risoluzione alternativa delle controversie più efficiente e moderno.
Il cuore della riforma resta l’apertura del mercato dei capitali alle PMI. In particolare:
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semplificazioni normative per favorire la quotazione;
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revisione delle regole sugli investimenti privati e sulla gestione collettiva del risparmio;
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razionalizzazione degli oneri e delle formalità burocratiche;
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ridefinizione delle norme sul governo societario, in linea con i codici di autodisciplina.
Tra le deleghe al Governo:
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facilitare il passaggio dalle piattaforme non regolamentate ai mercati regolamentati;
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rendere più semplice la raccolta di capitali anche attraverso nuovi strumenti;
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migliorare la trasparenza informativa e l’accessibilità dei mercati per gli investitori, anche stranieri.
È prevista anche la possibilità di introdurre sistemi di voto multiplo, per rafforzare la governance di medio-lungo periodo e favorire la permanenza di imprenditori e soci fondatori nelle società quotate.
Altre novità inserite in corso d’esame parlamentare:
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aggiornamento normativo per l’applicazione del Regolamento UE 2024/886 sui bonifici istantanei;
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ampliamento degli obblighi informativi e delle sanzioni per prestatori di servizi di pagamento;
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modifiche al ruolo dell’Organismo di vigilanza dei consulenti finanziari, ora disciplinato interamente dal diritto privato;
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estensione degli obblighi antiriciclaggio anche a SICAV e SICAF esterne.
Infine, viene previsto un intervento di pulizia normativa:
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eliminazione di vincoli e obblighi non allineati con l’ordinamento UE;
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semplificazione dei procedimenti;
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coordinamento tra le norme italiane e quelle europee per evitare duplicazioni e conflitti interpretativi.
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