L’occupazione femminile in Italia: crescita, sfide e opportunità nel 2024
Negli ultimi anni, il mercato del lavoro femminile in Italia ha vissuto un'evoluzione significativa. L'occupazione femminile sta crescendo a ritmi superiori rispetto a quella maschile, con effetti positivi su diversi indicatori economici e sociali. Tuttavia, permangono criticità legate alla qualità del lavoro, alla stabilità contrattuale e alla distribuzione geografica delle opportunità.
Una crescita più rapida rispetto a quella maschile
Secondo i dati elaborati dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro su fonte Istat, il tasso di crescita dell’occupazione femminile nel 2024 ha superato quello maschile. Nei primi nove mesi dell'anno, l’occupazione femminile è aumentata del 2,3%, mentre quella maschile ha registrato una crescita più contenuta dell’1,4%.
In termini assoluti, su un totale di 413.000 nuovi occupati, 227.000 sono donne, rappresentando il 55% del saldo occupazionale netto. Analizzando il quinquennio 2019-2024, emerge che l’occupazione femminile è cresciuta del 3,9%, contro il 3,2% degli uomini.
Migliorano i tassi di occupazione e disoccupazione
L’andamento positivo dell’occupazione si riflette anche sui principali indicatori del mercato del lavoro. Nel terzo trimestre del 2024, il tasso di occupazione femminile ha raggiunto il 53,6%, in crescita rispetto al 50,1% del 2019 e al 52,2% del 2023.
Parallelamente, il tasso di disoccupazione femminile è sceso dal 10,3% del 2019 al 6,2% nel 2024, segnando un miglioramento rilevante. La crescita occupazionale è avvenuta anche grazie alla maggiore partecipazione delle donne al mondo del lavoro, con il tasso di attività che si è attestato al 57,1% nel 2024, in leggero aumento rispetto al 55,9% del 2019.
Le fasce d’età trainanti: aumento delle occupate over 55
L'analisi della crescita occupazionale per fasce d’età mostra una forte concentrazione nelle lavoratrici più adulte.
- Il numero di donne occupate tra i 55 e i 64 anni è aumentato di 354.000 unità (+18,9%) tra il 2019 e il 2024. Il tasso di occupazione in questa fascia è passato dal 43,9% al 49,1%. Questo dato riflette sia un innalzamento dell’età pensionabile sia il crescente bisogno delle lavoratrici di restare attive nel mondo del lavoro.
- Tra le 25 e le 34 anni, si registra un incremento del 6%, con oltre 100.000 nuove occupate e un tasso di occupazione che è salito dal 54,3% al 60,8%.
- Tra le 15 e le 24 anni, la crescita è più contenuta (+1,6%), mentre si registra un calo tra le 35-44enni (-7,6%), dovuto principalmente alla contrazione demografica di questa fascia d’età.
I settori trainanti: servizi, industria e costruzioni
L’84% delle donne lavora nel settore dei servizi, che ha registrato una crescita occupazionale del 3,4% tra il 2019 e il 2024, con 278.000 nuove lavoratrici. I comparti più dinamici sono stati:
- Servizi di informazione e comunicazione (+26,3%)
- Sanità e istruzione (+6,4%)
- Commercio (+5,1%)
Anche il settore industriale ha offerto nuove opportunità, con un incremento del 10,1% dell’occupazione femminile (+128.000 unità). Particolarmente significativa la crescita delle donne nel settore delle costruzioni (+58%), a testimonianza di un progressivo abbattimento delle barriere di genere in ambiti tradizionalmente maschili.
Più ruoli qualificati e contratti stabili
L'aumento dell’occupazione ha riguardato in modo particolare le posizioni a più alto valore aggiunto. Tra il 2019 e il 2024, le lavoratrici in ruoli qualificati e tecnici sono aumentate del 7,7%. In particolare:
- Dirigenti, quadri e imprenditrici (+31%)
- Professioni intellettuali (+6,5%)
- Professioni tecniche (+6,8%)
Nel quinquennio, su 385.000 nuove occupate, 284.000 hanno trovato impiego in ruoli ad alta qualificazione. Parallelamente, si riduce del 6,4% il numero di donne impiegate in mansioni non qualificate, un segnale positivo per il miglioramento complessivo della qualità del lavoro femminile.
Dal punto di vista contrattuale, si conferma il trend di crescita del lavoro dipendente (+5,3%), con un aumento del 6,5% delle assunzioni a tempo indeterminato. Resta invece in difficoltà il lavoro autonomo, che nel 2024 è ancora inferiore ai livelli pre-pandemia (-2,6%).
Il Mezzogiorno guida la crescita, ma il divario resta
L’area geografica che ha registrato i livelli di crescita più elevati è il Mezzogiorno, dove tra il 2019 e il 2024 l’occupazione femminile è aumentata del 6,4%, il doppio rispetto a Centro (+3,1%) e Nord (+3,2%).
Le regioni con la crescita più marcata sono:
- Sicilia (+12,8%)
- Puglia (+8,9%)
- Basilicata (+8,2%)
- Friuli Venezia Giulia (+8,9%)
Tuttavia, nonostante questi progressi, il tasso di occupazione femminile nel Mezzogiorno resta ancora molto basso (36,9% nel 2024, contro il 62,8% del Nord e il 60,8% del Centro). La crescita occupazionale al Sud è stata determinata più da un calo della disoccupazione (passata dal 18,7% all’11,5%) che da un aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro.
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