Il CNDC analizza la Direttiva UE 2025/794: nuove scadenze e strategie per la sostenibilità

Il CNDC analizza la Direttiva UE 2025/794: nuove scadenze e strategie per la sostenibilità

Con l’Informativa n. 14 – aprile 2025, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), attraverso la Commissione Reporting di Sostenibilità, ha diffuso un’analisi tecnica approfondita sull’impatto della nuova Direttiva (UE) 2025/794, approvata il 14 aprile 2025 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 16 aprile 2025.

La direttiva interviene in modo diretto sul calendario di attuazione di due pilastri normativi fondamentali nel quadro del Green Deal europeo:

  • la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive, Direttiva 2022/2464/UE);

  • la CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive, Direttiva 2024/1760/UE).

L’obiettivo è duplice: da un lato, ridurre la pressione normativa su imprese e PMI che faticano ad adeguarsi in tempi stretti a obblighi nuovi e complessi; dall’altro, armonizzare i contenuti informativi richiesti dalle diverse normative europee in materia di finanza sostenibile.

Il contenuto della Direttiva (UE) 2025/794: cosa cambia

Le nuove scadenze introdotte

La Direttiva 2025/794 posticipa le scadenze previste da CSRD e CSDDD:

  • Per la CSRD:

    • Le grandi imprese non ancora soggette all’obbligo vedono slittare l’adozione dal 1° gennaio 2025 al 2027.

    • Le PMI quotate avranno tempo fino al 1° gennaio 2028.

  • Per la CSDDD:

    • Il termine per il recepimento slitta dal 26 luglio 2027 al 26 luglio 2028 per la prima fase applicativa (grandi imprese con oltre 3.000 dipendenti e fatturato globale superiore a 900 milioni di euro).

    • Le restanti imprese soggette rientreranno nell’obbligo a partire dal 26 luglio 2029, con applicazione effettiva dal 1° gennaio 2030.

Gli Stati membri dovranno comunque recepire la Direttiva entro il 31 dicembre 2025.

Focus sulla rendicontazione volontaria: nasce l’ESRS VSME

In parallelo al rinvio, si amplia il campo d’azione della rendicontazione volontaria per le PMI e microimprese, con la proposta del nuovo standard ESRS VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for Non-Listed SMEs) sviluppato da EFRAG.

Il CNDCEC sottolinea che questo strumento, non obbligatorio, si sta già configurando come elemento strategico per:

  • rispondere alle richieste di dati ESG da parte di grandi imprese, banche, investitori e stakeholder;

  • gestire in modo strutturato rischi, impatti e opportunità legate alla sostenibilità;

  • rafforzare la reputazione e la competitività delle imprese sul mercato.

Le caratteristiche dell’ESRS VSME

Secondo quanto riportato nell’informativa n. 14:

  • Lo standard è proporzionale e flessibile, pensato per imprese non soggette alla rendicontazione obbligatoria.

  • Non richiede l’analisi della doppia materialità.

  • Prevede un autovalutazione guidata, con individuazione delle informazioni pertinenti su base volontaria.

  • È coerente con gli obblighi normativi europei (SFDR, EBA, Pillar 3), così da evitare duplicazioni.

Le informative previste riguardano:

  • impatti ambientali (energia, emissioni, acqua, biodiversità);

  • gestione dei rifiuti ed economia circolare;

  • forza lavoro (contratti, formazione, sicurezza);

  • governance (multe, corruzione);

  • rischi climatici e strategie di transizione.

L’utilità della rendicontazione volontaria

Il CNDCEC ribadisce che la rendicontazione volontaria:

  • migliora la capacità dell’impresa di comunicare con il sistema finanziario;

  • rafforza il sistema di controllo interno e la capacità di analisi strategica;

  • supporta i rapporti nella catena del valore, dove le grandi imprese richiederanno dati ESG alle PMI fornitrici;

  • si configura come un vantaggio competitivo, soprattutto in mercati sempre più regolati e attenti ai profili ESG.

Un’opportunità concreta per le PMI

La semplificazione dei requisiti e l’approccio modulare dello standard VSME consentono anche alle realtà con risorse limitate di avviare un processo di rendicontazione, utile a:

  • accedere più facilmente al credito;

  • partecipare a bandi pubblici e gare private;

  • sviluppare una cultura aziendale della sostenibilità.

Inoltre, questo approccio può essere progressivamente ampliato, trasformando il reporting volontario in uno strumento di gestione, non solo di comunicazione.

Il ruolo del Commercialista: guida, interprete e facilitatore

L’informativa sottolinea con forza che il Dottore Commercialista è oggi chiamato a un ruolo nuovo: non solo consulente contabile, ma figura centrale nell’interpretazione della normativa ESG, nella progettazione del reporting, nella raccolta e validazione dei dati, fino alla formazione interna dell’impresa.

Nel contesto attuale, segnato da complessità normativa e instabilità geopolitica, il Commercialista può essere un punto di equilibrio tra obblighi, strategia e sostenibilità.

I professionisti NexpertCo possono aiutare la tua impresa a:

  • interpretare correttamente la normativa CSRD e CSDDD;

  • progettare e implementare il report di sostenibilità (obbligatorio o volontario);

  • impostare un sistema di raccolta dati ESG coerente con gli standard europei (ESRS, SFDR, EBA);

  • formare il tuo team e guidarti nella transizione sostenibile.

Con un approccio operativo, modulare e personalizzato, trasformiamo la rendicontazione da obbligo a leva strategica.

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