Nuove regole per la rendicontazione di sostenibilità: cosa cambia con il pacchetto Omnibus

Nuove regole per la rendicontazione di sostenibilità: cosa cambia con il pacchetto Omnibus

La Commissione Europea ha deciso di intervenire su alcune delle principali normative ESG per semplificare gli adempimenti imposti alle imprese.
Il cosiddetto pacchetto "Omnibus" introduce una serie di proposte per ridurre la burocrazia affinché la transizione verso la sostenibilità rimanga un'opportunità e non un peso eccessivo, soprattutto per le PMI.

Le principali normative coinvolte

Il pacchetto Omnibus interviene su quattro normative chiave:

  • Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) - Direttiva UE 2022/2464, che impone obblighi di rendicontazione dettagliata sulla sostenibilità per le imprese europee;

  • Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) - Direttiva 2024/1760, che impone alle aziende di monitorare le proprie catene di fornitura per garantire la conformità agli standard ambientali e sociali;

  • Regolamento UE sulla Tassonomia (2020/852), che stabilisce i criteri per determinare quali attività economiche possono essere considerate ecosostenibili;

  • Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) - Regolamento 2023/956, che introduce un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere per prevenire la delocalizzazione della produzione in paesi con standard ambientali inferiori.

Il riesame toccherà anche la Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR), in particolare per quanto riguarda gli effetti derivanti dalle modifiche alla Tassonomia UE.

Le principali modifiche previste dal pacchetto Omnibus

L'obiettivo principale del pacchetto Omnibus è ridurre gli obblighi burocratici mantenendo gli obiettivi di sostenibilità. Le principali modifiche riguardano:

1. Semplificazione della rendicontazione

Il pacchetto prevede l'adozione di uno standard volontario di rendicontazione per le PMI (VSME) sviluppato dall'EFRAG, che fungerà da "scudo" per le piccole imprese nelle catene di fornitura di grandi aziende. Questo significa che le PMI con meno di 1.000 dipendenti saranno soggette a un regime di rendicontazione meno oneroso.

2. Modifiche alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)

La revisione della CSRD prevede una drastica riduzione del numero di aziende obbligate a conformarsi ai requisiti di rendicontazione. Solo le imprese con più di 1.000 dipendenti e un fatturato superiore a 50 milioni di euro o con un bilancio oltre i 25 milioni di euro rimarranno soggette alla normativa. Si stima che il numero di aziende obbligate calerà dell'80%, escludendo molte PMI dall'obbligo di rendicontazione.

3. Modifiche alla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD)

L'Omnibus propone un rinvio dell'attuazione della CSDDD di un anno e una riduzione dei requisiti di responsabilità legale. Questo significa che le aziende saranno soggette a obblighi di due diligence meno stringenti e più focalizzati sui fornitori diretti anziché sull'intera catena del valore.

4. Revisione della Tassonomia UE

L'Omnibus introduce modifiche per rendere la Tassonomia UE più chiara e accessibile, con una riduzione dell'onere di rendicontazione per le imprese più piccole e l'introduzione di una soglia di materialità finanziaria, che, secondo le stime, potrebbe ridurre i modelli di rendicontazione del 70%.

5. Semplificazione del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM)

Il pacchetto prevede l'esenzione dagli obblighi CBAM per i piccoli importatori, ovvero PMI e privati, con una soglia di esenzione annuale di 50 tonnellate di CO2 per importatore. Questo significa che il 90% degli importatori, che rappresentano solo l'1% delle emissioni, sarà esentato dagli obblighi CBAM.

Le modifiche proposte dovranno ora essere discusse e approvate dal Parlamento Europeo e dal Consiglio, ma il dibattito rimane aperto. La sfida sarà trovare un equilibrio tra la necessità di ridurre la burocrazia e l'importanza di mantenere standard elevati di sostenibilità.

Per approfondire clicca QUI (Proposta di Direttiva COM(2025) 81 final) e QUI (Proposta di Direttiva COM(2025) 80 final).

Impatti sulle imprese italiane

Secondo i dati ISTAT, in Italia ci sono circa 4.000 aziende con più di 250 dipendenti che sarebbero state soggette alla CSRD nel 2026. Con le modifiche proposte dall'Omnibus, il numero di aziende obbligate scenderebbe a meno di 800, riducendo significativamente gli oneri di rendicontazione per le PMI italiane.

Questa modifica potrebbe rappresentare un'opportunità per le imprese italiane, che potranno scegliere se aderire alla rendicontazione volontaria secondo gli standard VSME, riducendo i costi burocratici senza rinunciare ai benefici della finanza sostenibile. 
Infatti una rendicontazione ESG trasparente migliora l'accesso ai finanziamenti sostenibili, rafforza la reputazione azienale e facilita la collaborazione con grandi imprese che richiedono standard ESG ai propri fornitori.

I professionisti di NexpertCo possono supportare le imprese nella gestione della rendicontazione di sostenibilità e nell'adeguamento ai nuovi standard normativi previsti dal pacchetto Omnibus.

CONTATTACI