Rendicontazione volontaria di sostenibilità per PMI: la nuova Raccomandazione UE 2025/1710
Il 5 agosto 2025 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la Raccomandazione (UE) 2025/1710, con cui la Commissione Europea introduce un principio volontario di rendicontazione di sostenibilità destinato a microimprese e piccole e medie imprese (PMI) non quotate.
L’obiettivo è fornire alle aziende uno strumento semplice, proporzionato e standardizzato per comunicare informazioni su aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG) in maniera chiara, comparabile e verificabile.
Questa Raccomandazione è pensata per aiutare le imprese a rispondere alla crescente domanda di dati ESG proveniente da clienti, banche e investitori, e per integrare la gestione della sostenibilità nella strategia aziendale, rafforzando competitività e resilienza.
Chi può adottare la rendicontazione volontaria di sostenibilità
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Microimprese e PMI non quotate dell’Unione Europea.
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PMI e microimprese di Paesi terzi che desiderano comunicare volontariamente le proprie performance ESG.
Si tratta di un’iniziativa aperta a tutte le realtà imprenditoriali che vogliono migliorare la trasparenza e l’accesso a opportunità di business e finanziamento.
Obiettivi principali della Raccomandazione UE 2025/1710
Secondo la Commissione Europea, il principio volontario di rendicontazione di sostenibilità per le PMI risponde a quattro esigenze strategiche:
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Rispondere alle richieste ESG dei clienti
Le grandi imprese e i gruppi industriali stanno sempre più chiedendo ai propri fornitori informazioni sulla sostenibilità. Adottare questo principio aiuta le PMI a mantenere e rafforzare le relazioni commerciali. -
Facilitare l’accesso ai finanziamenti
Banche e investitori stanno integrando criteri ESG nei processi di valutazione. Una rendicontazione chiara aumenta la credibilità dell’impresa e può semplificare l’ottenimento di credito o capitali. -
Migliorare la gestione interna della sostenibilità
Affrontare temi come l’inquinamento, l’efficienza energetica, la salute e la sicurezza dei lavoratori rende l’impresa più competitiva e resiliente nel breve, medio e lungo termine. -
Contribuire alla transizione verso un’economia sostenibile
Le PMI giocano un ruolo centrale nella costruzione di un’economia inclusiva e attenta agli impatti sociali e ambientali.
Cosa deve contenere la rendicontazione volontaria
Le imprese che scelgono di applicare il principio volontario di rendicontazione di sostenibilità devono fornire informazioni su:
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Impatto positivo o negativo delle proprie attività su persone e ambiente, a breve, medio e lungo termine.
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Effetti delle questioni ambientali e sociali sulla situazione patrimoniale-finanziaria, sulle performance operative e sui flussi di cassa.
Le informazioni devono essere pertinenti, veritiere, comparabili, comprensibili e verificabili.
Le aziende possono inoltre aggiungere dati e metriche extra, come le emissioni di gas serra di ambito 3 o altre informazioni rilevanti per il settore di appartenenza, per aumentare la completezza del report.
I due moduli della rendicontazione
Il modello proposto dalla Raccomandazione UE 2025/1710 è strutturato in due livelli:
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Modulo base
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Include informative B1 e B2 e metriche da B3 a B11.
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È la soluzione consigliata per le microimprese e il requisito minimo per tutte le altre PMI.
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Modulo onnicomprensivo
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Aggiunge elementi informativi supplementari rispetto al modulo base.
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È pensato per rispondere alle richieste più avanzate di banche, investitori e clienti.
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I professionisti NexpertCo possono supportare le PMI nella predisposizione della rendicontazione volontaria, nella scelta del modulo più adatto e nell’integrazione delle informazioni ESG nei processi aziendali, trasformando la sostenibilità in un vero vantaggio competitivo.
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